Riapre il Compost

31 gennaio 2008 - scritto da admin  
Categoria: Ultime notizie

Collaudi all’impianto del Compost
di Nadia Bergamini da Il RisveglioWeb

MAPPANO — All’impianto di compostaggio di Borgaro è iniziata, da qualche settimana, la fase del collaudo. Dopo i consistenti lavori di ristrutturazione, revamping in gergo tecnico, costati all’Amiat una cifra di poco inferiore ai 10 milioni di euro, sono iniziati controlli e verifiche.

Ogni giorno entrano nello stabilimento blu di strada Mappano 150, 170 tonnellate di organico. Un piccola parte serve a riempire le attrezzature per fare andare a regime l’impianto, il resto parte per altri siti di recupero, come ormai avviene dal 2005, quando lo stabilimento è stato chiuso per consentirne il restauro tecnologico. Il compost ha trattato e tratterà fra circa tre, quattro mesi quando i collaudi saranno conclusi, rifiuti organici, provenienti dalla raccolta differenziata della frazione organica e dei materiali legnosi. L’impianto occupa una superficie complessiva di circa 70 mila metri quadrati di cui 30 mila coperti. «Scopo del revamping – spiegano da Amiat – è stato renderlo più efficiente dal punto di vista industriale e incrementare e migliorare ai massimi livelli il contenimento delle dispersioni odorose nell’area circostante l’impianto». Un grave problema in passato: sono proprio state le puzze che hanno mobilitato la popolazione, creato i presupposti per proteste e polemiche, portato ad inchieste della magistratura e infine l’amministrazione borgarese ad ordinarne la chiusura, per convincere l’Amiat ad effettuare il revamping. Dopo i lavori Amiat sarà in grado di trattare in quell’impianto oltre 53 mila tonnellate annue di materiale organico con l’ausilio dei migliori sistemi di aspirazione e trattamento delle arie, in sicurezza per l’ambiente e per i cittadini. «La ricezione dei materiali, la triturazione e miscelazione dei rifiuti e del legno, il recupero dei metalli, il compostaggio e la raffinazione finale del prodotto – chiarisce Amiat – avvengono in locali chiusi e mantenuti in depressione, l’aria captata prima di essere reimmessa nell’atmosfera viene sottoposta a depurazione e deodorazione, grazie ad un sistema multiplo di impianti di trattamento delle arie. L’area dello stabilimento è impermeabilizzata ed i percolati che eventualmente si formano sono raccolti e convogliati in un apposito serbatoio di raccolta». Garanzie che dovrebbero tranquillizzare i residenti della zona. «È nostra intenzione – conclude Amiat – al termine dei collaudi, coinvolgere i comitati spontanei e la popolazione in visite guidate e campagne di informazione per dimostrare come tutto sia stato fatto nella massima trasparenza e con l’obiettivo di risolvere il problema delle emissioni odorose».

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