I Lavandè


Anticamente insediatisi in Mappano alla fine dell’Ottocento/inizio Novecento, i Lavandè, che provenivano da luoghi come Bertolla e Settimo, scelsero questi luoghi per l’abbondanza di canali e acqua, soprattutto l’antico canale ancor oggi visibile in via Borgaro.

Poichè era grande la necessità di avere ampi spazi per stendere la biancheria e di possedere un cavallo per trasportarla con il carro nei paesi limitrofi, i Lavandè in origine svolgevano anche il lavoro di contadini.
Nei grandi campi facevano prima bollire i panni in locali detti “Casa della Lisciva”, ed in un secondo momento questi panni venivano issati sui carri e portati ai canali per il risciacquo. Quest’operazione veniva svolta sulle assi, e non sulle lastre di pietra, per non consumare i tessuti.

Ancora prima dell’uso del sapone, il lavaggio avveniva con l’utilizzo della cenere: questa veniva adagiata sui tessuti, sui quali si versava poi l’acqua bollente per il risciacquo.

Solo negli anni successivi venne impiegato il sapone: i contadini fondarono un’associazione (L’augusta), che raggruppava i tre luoghi di Bertolla, Settimo e Mappano, e di cui si possiede ancora la Bandiera, datata 1921. Quest’associazione serviva infatti per far arrivare ai contadini la “Soda Solvay”, la quale veniva utilizzata dai contadini stessi per produrre settimanalmente i saponi da bucato.

L’attuale gruppo folk dei Lavandè è nato 12 anni fa per iniziativa di qualche anziano Lavandè. Il loro labaro, che raffigura il simbolo di Mappano, è testimonianza della partecipazione del gruppo a numerose iniziative sul territorio.

In particolare oggi i Lavandè lavorano con le scuole e le varie associazioni per mantenere vivi i ricordi passati e le vecchie tradizioni mappanesi, nel ricordo di un patrimonio culturale ed emozionale che investe, anche se indirettamente nel tempo, tutti noi mappanesi.

Per informazioni rivolgersi alla sede dei Lavandè: via Borgaro, 24 – Mappano