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	<title>Mappano.it &#187; Lettere</title>
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	<description>il sito non ufficiale di Mappano</description>
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		<title>Il mio tornaconto personale&#8230;</title>
		<link>http://www.mappano.it/2009/09/18/il-mio-tornaconto-personale/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 13:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz_mappano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Mappano Comune]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nell&#8217;articolo di CronacaQui del 16/02/2009 di Alessandro Previati, il sindaco Marsaglia ha dichiarato:
&#8220;L’impressione è che alcuni segretari di partito, consiglieri e membri del comitato per Mappano Comune stiano lavorando per un tornaconto personale&#8221;
La mia risposta:
&#8220;Si, lo ammetto senza paura, abbiamo un tornaconto personale,
i più di duemila cittadini del Comitato per la Costituzione di Mappano Comune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: times new roman,new york;"><span style="font-size: small;">Nell&#8217;articolo di CronacaQui del 16/02/2009 di Alessandro Previati, il sindaco Marsaglia ha dichiarato:</span></span></span></p>
<p><em>&#8220;L’impressione è che alcuni segretari di partito, consiglieri e membri del comitato per Mappano Comune stiano lavorando per un tornaconto personale&#8221;</em></p>
<p>La mia risposta:</p>
<p>&#8220;<strong>Si, lo ammetto senza paura, abbiamo un tornaconto personale,</p>
<p>i più di duemila cittadini del Comitato per la Costituzione di Mappano Comune non l&#8217;hanno mai nascosto,</p>
<p>hanno il tornaconto di voler garantire un futuro migliore ai loro figli!,</p>
<p>hanno il tornaconto di non volere più i ritardi decennali nell&#8217;adeguamento degli edifici scolastici,</p>
<p>hanno il tornaconto di volere una seria politica giovanile e maggiori spazi sportivi,</p>
<p>hanno il tornaconto di voler spendere le proprie risorse sul proprio territorio,</p>
<p>hanno il tornaconto di non volere più uffici comunali separati e distanti,</p>
<p>hanno il tornaconto di non volere più l&#8217;attuale assenza di monitoraggio della qualità dell&#8217;aria, compromessa dal traffico intenso e dai miasmi del vicino impianto di compostaggio,</p>
<p>hanno il tornaconto di non voler più la disomogeneità nella riscossione delle imposte, tasse e tariffe,</p>
<p>hanno il tornaconto di desiderare una maggiore presenza delle forze dell&#8217;ordine,</p>
<p>hanno il tornaconto di voler combattere l&#8217;elevata incidenza di malattie tumorali e leucemie infantili in assenza di una politica efficace di controllo dell&#8217;ambiente,</p>
<p>hanno il tornaconto di non voler più la gestione caotica complessiva del territorio, con Piani Regolatori scoordinati tra loro,</p>
<p>hanno il tornaconto di poter eleggere uniti i loro rappresentanti, e avere da loro delle risposte univoche,</p>
<p>hanno il diritto di voler determinare il loro futuro,</p>
<p>hanno il diritto di costituire il loro COMUNE!&#8221;</strong><br />
<strong><br />
Avanti Mappanesi, questo è il nostro tornaconto!</p>
<p>Abbiamo il diritto di costituire il nostro COMUNE!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera di un Neo Mappanese</title>
		<link>http://www.mappano.it/2009/06/29/lettera-di-un-neo-mappanese/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 21:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[primo soccorso]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti i Mappanesi,
mi chiamo Giovanni, ho 36 anni, sono sposato, ho un figlio di 5 anni e, da circa 3 mesi, sono entrato a far parte della vostra felice comunità assieme alla mia famiglia.
Sono un infermiere professionale (con l&#8217;occasione rivolgo un saluto particolare ai colleghi mappanesi) ed a tal proposito desideravo farvi sapere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti i Mappanesi,</p>
<p>mi chiamo Giovanni, ho 36 anni, sono sposato, ho un figlio di 5 anni e, da circa 3 mesi, sono entrato a far parte della vostra felice comunità assieme alla mia famiglia.</p>
<p>Sono un infermiere professionale (con l&#8217;occasione rivolgo un saluto particolare ai colleghi mappanesi) ed a tal proposito desideravo farvi sapere che sono lieto di mettere a disposizione di voi tutti la mia esperienza formativa e professionale sin qui maturata dopo circa 15 anni di svolgimento di questa professione, perchè ritengo giusto e doveroso soddisfare i bisogni formativi ed informativi della popolazione in tema di educazione sanitaria e salute, che sovente rimangono da colmare.<br />
<span id="more-448"></span></p>
<p>Quindi, se avete dei quesiti da pormi di carattere sia clinico (senza nulla togliere alla figura medica, ovviamente) che assistenziale (quindi infermieristico), o volete chiedermi semplicemente delle curiosità o dei consigli attinenti il ramo sanitario ed i suoi irti meandri (dal benessere all&#8217;educazione sanitaria, alle pratiche amministrative, alle procedure sanitarie di vario tipo quali modalità prenotazione esami e chiarimenti sugli stessi, ecc), fatevi pure avanti e scrivetemi all&#8217;indirizzo e mail che vi trasmetto qui di seguito: giovannilabate@hotmail.com</p>
<p>Sarò lieto di fare un&#8217;amichevole chiacchierata con tutti voi per cercare di rappresentare, nel mio piccolo, un modesto valore aggiunto nonchè un punto di riferimento verso i miei nuovi concittadini, felice di offrire loro il mio contributo, naturalmente in maniera del tutto gratuita (un&#8217;informazione non costa nulla), ed essere, per quanto possibile, a loro disposizione.</p>
<p>Augurandomi di conoscerci quanto prima, porgo a tutti voi un sincero e caloroso saluto ed un arrivederci a presto.</p>
<p>I.P. Giovanni Labate</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Problemi di viabilità vicino alle nostre scuole?</title>
		<link>http://www.mappano.it/2009/06/23/problemi-di-viabilita-vicino-alle-nostre-scuole/</link>
		<comments>http://www.mappano.it/2009/06/23/problemi-di-viabilita-vicino-alle-nostre-scuole/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 09:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[appelli]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci scrive Valentina P. (che in passato aveva già collaborato con Mappano.it, realizzando una bella intervista ai giovani di Mappano), per segnalare un problema di viabilità, soprattutto in prossimità degli edifici scolastici.
Cosa ne pensate?
Lettera di Valentina:
Rimando una lettera scritta da me e pubblicata il giorno 10/06/2009 su Il Canavese e che ho il dubbio sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci scrive Valentina P. (che in passato aveva già collaborato con Mappano.it, realizzando una <a href="http://www.mappano.it/2008/04/14/piccoli-mappanesi/" target="_blank">bella intervista ai giovani di Mappano</a>), per segnalare un problema di viabilità, soprattutto in prossimità degli edifici scolastici.<br />
Cosa ne pensate?</p>
<p><strong>Lettera di Valentina:</strong><br />
Rimando una lettera scritta da me e pubblicata il giorno 10/06/2009 su Il Canavese e che ho il dubbio sia stata letta da chi di dovere.</p>
<p>Spero possa far riflettere soprattutto coloro che abitano nella zona citata o almeno coloro che mandano i figli a scuola da quelle parti.</p>
<p><span id="more-437"></span></p>
<p>La presente al fine di sensibilizzarVi circa la situazione della circolazione stradale presente sul territorio di Mappano e più precisamente della presenza ripetuta di Tir e mezzi con traino di grossa cilindrata in luoghi frequentati da bambini, come le scuole, i giardini pubblici, i campi di gioco e simili, dossi per rallentare la velocità e restringimenti stradali&#8230;</p>
<p>E’  stata verificata la presenza in zona Via Borgaro / Via Tibaldi / Via Don Murialdo di divieti di transito per entrambi i lati di autocarri per la presenza di scuole, segnali presenti sia arrivando da Strada Cuorgnè (CONAD) verso Borgaro percorrendo via Tibaldi, sia all&#8217;accesso di via Tibaldi verso Strada Cuorgnè e all&#8217;accesso di via Don Murialdo sempre da via Borgaro, visto che è zona di scuole.</p>
<p>Proseguendo su via Borgaro e lungo la stessa via  verso strada Cuorgnè (per intenderci dove sbuca via Giotto), non si presenta alcun divieto eppure anche lì è zona scuola, attraversano tutti i giorni ragazzi verso la scuola media (arrivando per esempio da via Giotto), ci sono anche due dossi e più avanti quasi al semaforo altezza piazza don Amerano, un altro dosso e restringimento della strada!</p>
<p>Se si osserva bene però il segnale è stato posizionato all&#8217;accesso di via Borgaro partendo da Strada Cuorgnè.</p>
<p>In entrata da strada Cuorgnè non accedono mezzi di grande portata mentre (sulla stessa strada!), ma in senso opposto arrivano mezzi da Borgaro!</p>
<p>La viabilità pare assurda sul territorio di Mappano, senza escludere anche l’alta velocità, contraddistinta forse da caratteristiche legate al Comune di appartenenza.</p>
<p>La Giunta attualmente presente sul territorio o alcuni cittadini hanno mai fatto notare la contraddizione di segnaletiche e divieti in atto?</p>
<p>Valentina</p>
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		</item>
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		<title>La puzza continua&#8230;</title>
		<link>http://www.mappano.it/2008/06/26/la-puzza-continua/</link>
		<comments>http://www.mappano.it/2008/06/26/la-puzza-continua/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 14:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo una lettera inviataci da un altro cittadino asfissiato&#8230;
&#8220;Carissimi concittadini,
è tornato l&#8217;odore &#8220;tremendo&#8221; del Compost sito nel Comune di Borgaro. Sarà il caldo, sarà che è tornato a funzionare a pieno regime ma siamo di nuovo punto a capo.
Ieri sera (25/07) sembrava di essere dentro la discarica e la situazione non può essere accettabile.
In questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo una lettera inviataci da un altro cittadino asfissiato&#8230;</p>
<p>&#8220;Carissimi concittadini,<br />
è tornato l&#8217;odore &#8220;tremendo&#8221; del Compost sito nel Comune di Borgaro. Sarà il caldo, sarà che è tornato a funzionare a pieno regime ma siamo di nuovo punto a capo.<br />
Ieri sera (25/07) sembrava di essere dentro la discarica e la situazione non può essere accettabile.<br />
In questo periodo il caldo e l&#8217;afa accompagna le notti insonne di noi tutti ci mancava la PUZZA continua e inesauribile del COMPOST Borgarese.</p>
<p>Vi chiedo se è nuovamente possibile farsi promotori verso il Sindaco di Borgaro affinchè questa specie di discarica ambulante chiuda definitivamente. Siamo tutti sensibili al problema dei rifiuti ma è assolutamente una vergogna piazzare a pochissime distanza dei centri abitati compost inceneritori o quant&#8217;altro facendoci credere che sono inodore, non pericolosi e assoultamente sicuri. Bisogna farli a distanze ragionevoli e lontane dai centri abitati questo devono capire le ns autorità che si tratti di COMPOST o di qualsiasi altra struttura atta allo smaltimento rifiuti. I siti ci sono basta indentificarli e saperli trovare.</p>
<p>Certi di un vs gentile riscontro colgo l&#8217;occasione per porgere Cordiali Saluti&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Piccoli Mappanesi</title>
		<link>http://www.mappano.it/2008/04/14/piccoli-mappanesi/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 12:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri pomeriggio ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con alcuni “piccoli” mappanesi che attualmente frequentano le scuola media di Mappano.
Accompagnati dal bel tempo ci siamo trovati all’aperto, in una delle vie del paese dove si ritrovano spesso a giocare in gruppo, alcuni muniti di biciclette ed altri di vistosi rollerblade.

Ho voluto capire cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con alcuni “piccoli” mappanesi che attualmente frequentano le scuola media di Mappano.</p>
<p>Accompagnati dal bel tempo ci siamo trovati all’aperto, in una delle vie del paese dove si ritrovano spesso a giocare in gruppo, alcuni muniti di biciclette ed altri di vistosi rollerblade.</p>
<p><span id="more-379"></span></p>
<p>Ho voluto capire cosa ai loro occhi piaccia di Mappano e cosa invece vorrebbero cambiare.</p>
<p>Ovviamente le idee sono state molteplici ed alcune anche un po’ bizzarre.</p>
<p>Con un sorriso ho accolto un’osservazione che tutti hanno sottolineato: non amano la scuola e volentieri farebbero a meno delle noiose ore di lezione, ma questa esclamazione &#8211; a dire il vero &#8211; me l’aspettavo!</p>
<p>Tutti loro trovano comunque piacevole Mappano, ma ritengono manchino alcune infrastrutture che sarebbero di piacevole utilizzo ai ragazzini della loro età e che in momenti di svago del pomeriggio, dopo i consueti compiti, potrebbero essere luogo sicuro di ritrovo.</p>
<p>Alcuni hanno citato l’inesistenza di strutture dove poter praticare i loro sport preferiti, quali: piste di pattinaggio su ghiaccio e su rollerblade, piste per minimoto, una grande piscina, un maneggio od un campo da calcio, dove magari poter vedere la allenarsi la Juventus.</p>
<p>Altri hanno citato l’inesistenza di luoghi di svago come un cinema, locali dove ritrovarsi tra giovanissimi o sale giochi.</p>
<p>Insomma, credo che le osservazioni di questi piccoli mappanesi non siano poi fuori dal normale: vorrebbero un bel paese ricco di cose da fare.</p>
<p>Sarebbe bene, a mio avviso, sponsorizzare con maggior insistenza il Centro GIO’, centro di aggregazione giovanile, ed ampliare gli spazi dedicati allo svago di questi piccoli concittadini.</p>
<p>[articolo e intervista a cura di Valentina P.]</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Ancora puzze sospette&#8230;</title>
		<link>http://www.mappano.it/2008/04/01/ancora-puzze-sospette/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 13:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo messaggio ricevuto via mail dalla redazione sulle puzze il 1 aprile&#8230;
&#8220;Questa sera alle 21.20 (1 aprile 2008 ndr) il problema delle puzze dell&#8217;impianto di compostaggio ha nuovamente investito la cittadinanza di Mappano.
Come potremo porre fine a questo fenomeno vergognoso?
Su consiglio dell&#8217;Arpa ho inviato una mail al sindaco di Borgaro per fare un esposto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo messaggio ricevuto via mail dalla redazione sulle puzze il 1 aprile&#8230;</p>
<p>&#8220;Questa sera alle 21.20 (1 aprile 2008 ndr) il problema delle puzze dell&#8217;impianto di compostaggio ha nuovamente investito la cittadinanza di Mappano.<br />
Come potremo porre fine a questo fenomeno vergognoso?<br />
Su consiglio dell&#8217;Arpa ho inviato una mail al sindaco di Borgaro per fare un esposto in materia.<br />
Invito tutti i cittadini che avvertono il disturbo a chiamare il 118 e a farsi passare l&#8217;Arpa per denunciare il disturbo ogni volta che si ripresenta.<br />
Solo così sarà possibile richiedere una verifica ispettiva seria sul funzionamento dell&#8217;impianto di compostaggio&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La lettera di un cittadino sul Compost</title>
		<link>http://www.mappano.it/2008/03/14/la-lettera-di-un-cittadino-sul-compost/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 13:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la lettera di un cittadino Mappanese del 14/03/2008 sul tema dell&#8217;impianto di compostaggio di Borgaro:
&#8220;Sono un cittadino di Mappano. Ho già scritto più di una volta al Sindaco di Borgaro perchè hanno riaperto i battenti al COMPOST ed è tornata l&#8217;odore acre acido del Compost di Borgaro. Prego chiunque di voi possa intervenire nuovamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo la lettera di un cittadino Mappanese del 14/03/2008 sul tema dell&#8217;impianto di compostaggio di Borgaro:</p>
<p>&#8220;Sono un cittadino di Mappano. Ho già scritto più di una volta al Sindaco di Borgaro perchè hanno riaperto i battenti al COMPOST ed è tornata l&#8217;odore acre acido del Compost di Borgaro. Prego chiunque di voi possa intervenire nuovamente verso gli enti pubblici competenti di farlo. E&#8217; possibile che dobbiamo essere costretti a pensare di cambiare casa &#8230;&#8230;. è una vergona fare questi impianti a poche centinaia di metri dai centri abitati. Dobbiamo risolvere il problema rifiuti si ma facciamolo in modo furbo. In questo preciso momento mentre scrivo la mail (ore 21.18) c&#8217;è un odoraccio che si muore.&#8221;</p>
<p>Questa è solo una delle numerose lamentele provenienti dai cittadini che, dopo la riapertura dell&#8217;Impianto di Compostaggio, attendono risposte concrete dai gestori dell&#8217;impianto (AMIAT) e dai propri amministratori (Comune di Borgaro).</p>
<p>La redazione di mappano.it </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La vera fantastoria di Mappano</title>
		<link>http://www.mappano.it/2008/01/10/la-vera-fantastoria-di-mappano/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 12:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[La vera fantastoria di MAPPANO
Spesso per trasmettere la memoria storica del paese e del territorio in cui si vive, si racconta ai nostri figli e nipoti la storia del posto, le leggende e gli aneddoti che lo riguardano&#8230;.
Questa è la storia che noi mamme, papà e nonni di Mappano raccontiamo ai nostri bimbi; è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vera fantastoria di MAPPANO</p>
<p>Spesso per trasmettere la memoria storica del paese e del territorio in cui si vive, si racconta ai nostri figli e nipoti la storia del posto, le leggende e gli aneddoti che lo riguardano&#8230;.</p>
<p>Questa è la storia che noi mamme, papà e nonni di Mappano raccontiamo ai nostri bimbi; è una storia antica, vera, che non è ancora finita &#8230;..</p>
<p><span id="more-377"></span></p>
<p>C&#8217;era una volta, fra le montagne e il mare, un buffo paese chiamato Mappano,<br />
dove non esisteva solo 1 re ed una regina, ma ben 5 regnanti , ognuno con il proprio palazzo reale, la propria servitu’ e naturalmente le proprie leggi&#8230;.  Ogni Sovrano governava autonomamente il proprio feudo impartendo decreti, dazi e condizioni particolari ai propri sudditi.</p>
<p>Tutti i  sudditi vivevano in pace nel proprio territorio diviso ma desideravano essere tutti uguali senza essere costretti ad identificarsi sotto il nome di una delle 5 casate.</p>
<p>Questa divisione era causa di tanta confusione e malumore: spesso i manoscritti non arrivavano a destinazione perchè il messo reale aveva competenze specifiche solo sulla propria terra.</p>
<p>Avere un sigillo reale per un documento importante richiedeva molto tempo e ore di marcia: bisognava informarsi chi era responsabile di quel determinato atto,  chiedere udienza e una volta ottenuta si rischiava di ricominciare tutto il percorso da capo perchè il referente non era responsabile presso questo o quel regno.</p>
<p>Con il tempo la situazione invece di migliorare peggioro’ &#8230;.. Nel paese, il numero di bambini che per amore di mamma e papà continuavano a sorridere al nuovo mondo aumento’ notevolmente, ma tutti i posti che dovevano essere a loro dedicati stavano andando in rovina e raramente ne venivano costruiti di nuovi. Alle tante richieste dei sudditi, seguivano le poche e lente risposte dei sovrani&#8230;  Bisognava contare quanti bimbi appartenevano a quello o l’altro feudo, in quale contrada costruire, a chi e  quanti dazi richiedere&#8230;.</p>
<p>Non era possibile nemmeno cavalcare tranquilli con il proprio destriero perchè si rischiava di sconfinare per pochi metri ed esser costretti  a pagare forti penali alle guardie reali&#8230;</p>
<p>Ma un bel giorno un suddito di Mappano ebbe una grande idea: &#8220;se questo paese avesse  il suo Sovrano e il proprio territorio unito  gran parte dei problemi sarebbero risolti!&#8221;. Subito ne parlò con i suoi amici e conoscenti accorgendosi che tutti la pensavano allo stesso modo. Da quel giorno i cittadini di quello strano paese chiamato Mappano iniziarono a chiedere l’unione del loro paese e la possibilità di eleggere il proprio re.</p>
<p>La storia continua fino ad oggi&#8230;  I sovrani sono stati sostituiti dai sindaci, i feudi dalle  5 amministrazioni comunali di Caselle T.se , Borgaro T.se , Leinì , Settimo T.se  e Torino, i sudditi dai cittadini , le guardie reali dai vigili urbani, i messi reali dai postini e i cavalli dalle automobili&#8230;. Ma i tanti problemi sono rimasti e invece di essere risolti sono aumentati&#8230;.</p>
<p>Questa purtroppo non è una storia di fantasia, ma è la vera storia di Mappano, un paese che oggi supera gli 8000 abitanti. Da molti anni i cittadini di Mappano sono affidati alle scelte delle amministrazioni dei comuni di Caselle T.se , Borgaro T.se , Leinì , Settimo T.se  e Torino. Oggi Mappano, non avendo avuto la possibilità di avere una sua unica amministrazione, è cresciuta in modo non armonizzato da un piano regolatore e senza un razionale ed efficace sistema di servizi al cittadino (tre anagrafi, due ASL&#8230;). Nel territorio di Mappano sono cresciute grandi aree industriali a ridosso delle aree residenziali, e questo, unito alla vicinanza della grande discarica di Basse di Stura, ha provocato gravi danni alla salute dei cittadini (elevata incidenza di malattie tumorali tra le quali la leucemia infantile).<br />
Oggi che sul loro territorio vengono compiute scelte determinanti (sviluppo delle aree BorSetTo, Alta Velocità, Eventuale Inceneritore a Settimo) gli abitanti di Mappano hanno più che mai bisogno di una amministrazione unita e sensibile, che affronti con determinazione ed efficacia la sfida di migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini e dell&#8217;ambiente in cui vivono.</p>
<p>Come molte altre storie anche questa avrà forse il suo lieto fine, chiediamo anche a Te di aiutarci a scrivere insieme  :<br />
“ e vissero tutti insieme felici e contenti, per molti molti anni ”</p>
<p>Tania</p>
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		<title>Il grande cacciatore</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Aug 2007 12:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mio padre aveva una moto Gilera 125 rossa. Io avevo i calzoni corti,  la fionda sempre in tasca ed ero innamorato della figlia del farmacista di qualche annetto più grande di me, ma lei non lo sapeva. Una sera fregai la moto a mio padre, caricai la figlia del farmacista e andammo in giro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mio padre aveva una moto Gilera 125 rossa. Io avevo i calzoni corti,  la fionda sempre in tasca ed ero innamorato della figlia del farmacista di qualche annetto più grande di me, ma lei non lo sapeva. Una sera fregai la moto a mio padre, caricai la figlia del farmacista e andammo in giro per risaie. Le moto di allora non avevano quegli stupidi maniglioni come quelle moderne e dunque le ragazze, se volevano stare saldamente in sella, ti dovevano abbracciare ben stretto. </p>
<p><span id="more-375"></span></p>
<p>Per giunta il Codice della Strada era ancora fatto a elusivo uso e consumo dei buongustai e quindi alle fanciulle era consentito, oltre che di indossare la minigonna, di sedersi di traverso, lasciando al vento e all’immaginazione ogni ben di dio, oggi rigorosamente precluso dai jeans.<br />
Poiché anche in assenza dei cellulari, in quelle circostanze le fonti di distrazione erano parecchie e forse anche più intense di qualche sms, percepii solo all’ultimo istante un botto sul davanti della moto: si era trattato di un’imprudente fagianella, ormai morta e stecchita. Frenai e scesi.<br />
“Se raccogli quella roba, non mi vedrai mai più” disse la figlia del farmacista.<br />
“Giusto” le dissi io che sul desco di famiglia il fagiano era solo un’ipotesi.<br />
Raccolsi “quella roba” e non vidi più la figlia del farmacista.<br />
Però non vidi più neppure la fagianella perché quando la consegnai a mia madre dopo qualche giorno di occultamento per rendere più credibili i tempi del furto della moto, mi beccai una prima sberla perché non si ammazzano gli animali con la fionda (mia versione ufficiale) e una seconda  perché non si portano in casa i medesimi pieni di vermi.<br />
Passarono gli anni, la figlia del farmacista sposò uno che mai l’avrebbe portata in moto attraverso le risaie, qualche porzione di carne cominciò a comparire anche sulla nostra tavola e un bel giorno incontrai un amico che aveva fatto soldi a palate e che mi invitò a una battuta di caccia nella sua riserva. “Anzi – aggiunse – porta anche tuo figlio, se vuoi.”<br />
Gli feci presente che io conservavo la leggendaria doppietta di mio nonno, ma che non avevo il permesso di caccia.<br />
“Cosa te ne frega, tanto i guardiacaccia li pago io”<br />
“Sì, ma mio figlio ha solo quindici anni”<br />
“Perfetto, diciamo che ne ha quaranta e finisce lì”<br />
Venne il giorno fatale. Prevedendo un possibile impatto sociale, parcheggiai in un boschetto la mia 124, facendo in modo che i fili di ferro che ne reggevano la struttura portante non fossero troppo visibili. E feci bene, perchè davanti al cancello della riserva il più disgraziato aveva parcheggiato la Porche e il più mal conciato aveva addosso tenute da caccia che valevano una fortuna. Ma io indossavo il mio Eskimo, divisa che noi irriducibili sessantottini  portavamo con orgoglio barricadiero, dall’una e dall’altra parte, prima di ammazzarci di botte.<br />
Mi si avvicinò, davanti all’entrata, una signora fasciata da un abito di fustagno aderentissimo, con un cappello a punta e tanto di piuma: imbracciava un fucile Beretta col quale mi sarei potuto comprare la famiglia Agnelli al completo, altro che la mia 124! Mi chiesi se si rendesse conto di essere in una riserva privata dalle parti di Bosconero e non sulle pendici dell’Olimpo. Comunque in cuor mio la battezzai Diana.<br />
Mi si appiccicò alle coste e non mi mollò più.<br />
Era accompagnata da un pirla che più pirla non si può, di quelli che trasudano soldi e ignoranza in pari misura.<br />
Cinquanta metri dopo l’ingresso della riserva, vidi appollaiato ai piedi di un albero uno stupendo fagiano. Era lì, a dieci passi da me e non faceva una piega. “Un fagiano?” pensai “un fagiano vero a portata di schioppo, e quando mai mi capiterà ancora?”  Imbracciai la doppietta e puntai…”Ma cosa fa!” – mi apostrofò Diana alle spalle. Poi si avvicinò alla bestiola e con i suoi stivali presubilmente di pelle umana gli diede un calcio. Il fagiano si sollevò in volo e fu un fuoco di fila di cento doppiette ad abbatterlo.<br />
“Ecco, vede – mi sussurrò Diana tutta emozionata – si spara solo all’animale in volo, altrimenti non è sportivo”<br />
“E a prenderlo a calci in culo mentre trema di paura, invece, è sportivo?”<br />
Mi ignorò sculettando sdegnosamente, anche perché intanto il suo pirla-accompagnatore le stava gridando “Cava, ammiva che mevaviglioso uccello!”. Diana si voltò di scatto, ma poi si rese conto che si trattava solo di un altro fagiano e quindi guardò altrove, visibilmente delusa.<br />
Altri fagiani si alzarono in volo, spinti dai cani o dai calci in culo. Porsi la doppietta a mio figlio, lui sparò entrambi i colpi e il “suo” fagiano continuò a volare tranquillamente.<br />
Mi guardai attorno: Diana, il suo pirla e tutti gli altri ci stavano osservando e il messaggio era chiaro: “ ecco, vedete, non è scemo solo lui, è scemo pure il figlio”.<br />
Presi il citato figlio per il bavero e gli sibilai: “Mi spieghi come cavolo si fa a mancare un fagiano a venti metri, con un fucile che fa una rosa di pallini grande come la cupola di San Pietro?”<br />
Era solo un ragazzino quello che mi guardò negli occhi per un attimo. Poi abbassò lo sguardo e sussurrò “basta mirare da un’altra parte”. Ero suo padre e lo avevo portato io fra quei coglioni persi, vestiti di fustagno e di idiozia! Sentii avvicinarsi dei passi, alle mie spalle e pregai di non dover uccidere Diana. Invece era il mio ormai ex amico, che mi chiedeva se ci fossimo divertiti. Gli risposi che mi ero divertito un mondo, peccato solo che lui non fosse fra i bersagli. Mi ribattè che non valeva la pena fare un piacere a gente come me, cosicché per rilassarmi dovetti mandare a quel paese lui e tutte le sue generazioni passate e future. E Diana, per buon peso.<br />
Mio figlio mi sorrise e io mi sentii un eroe e fui certo che quella notte avremmo sognato entrambi fagianelle in volo. Fui anche certo che la leggendaria doppietta di mio nonno sarebbe rimasta appesa al chiodo per sempre.</p>
<p>Carlo Porta </p>
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		<title>VIP si nasce</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2007 12:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cittadini di Mappano e terre limitrofe! Abusivi della Reisina! Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza… dunque, se non avete i soldini, buttatevi sugli straordinari, mettete la famiglia a pane e acqua, scippate le vecchiette, rubate nei supermercati, ma non perdetevi l’opportunità di assistere a una partita di calcio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cittadini di Mappano e terre limitrofe! Abusivi della Reisina! Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza… dunque, se non avete i soldini, buttatevi sugli straordinari, mettete la famiglia a pane e acqua, scippate le vecchiette, rubate nei supermercati, ma non perdetevi l’opportunità di assistere a una partita di calcio dalla tribuna VIP. Un giorno potrete dire ai vostri discendenti “Io c’ero”. Anch’io c’ero, sospinto da mio figlio che a sua volta aveva avuto un invito omaggio: lui millantò la faccenda come un regalo per la festa del papà e io feci finta di credergli, dopo essermi accertato che non avesse prima ipotecato il gatto di casa.</p>
<p><span id="more-373"></span></p>
<p>Dunque. Mi avvicino all’ingresso VIP con la mia auto piena di graffiti da cacciavite, gentile omaggio di chi non gradisce i miei  parcheggi all’americana. Il custode dei VIP educatamente si volta, prima di vomitare.<br />
All’interno, parcheggio fra una Lamborghini e una Maserati. Mentre esco a piedi, un secondo custode arriva trafelato e mi chiede di chi sia “quella” macchina. “E’ la mia” gli dico mentre un certo prurito alle mani comincia a farsi sentire. Se ne va indignato,  brontolando impettito nella sua uniforme blu notte.</p>
<p>Come entro nella hall (e chi lo sapeva che nelle viscere dello stadio ci fosse una hall?) mi accoglie una bonazza che più bonazza non si può che, per fortuna sua, è dotata di orecchie che le fanno da fermo, se no il sorriso che sfodera le farebbe il giro della capoccia. Mi accompagna su un ascensore e per tutto il tragitto mi guardo le unghie e le punte delle scarpe, tanto per farmi vedere disinvolto. Al termine del viaggio, altre bonazze con minigonna da vertigine mi conducono al banco bar…veramente io il caffè l’ho appena preso a casa mia…non importa…te ne sbattono un altro lì, con un whiskino accanto…il tutto, ovviamente, a sbafo, seguito da innumerevoli “ne gradisce ancora?” Come no! Così tornerò a casa ciucco come una capra convinto di aver visto la corsa dei cavalli. Comincio a chiedermi se, per caso, si stia giocando anche la partita, qualche parte, quando altre due bonazze mi spingono verso il “mio” palco dove, con un onorevole da una parte e un amministratore delegato dall’altra, guardo un pezzo di partita.</p>
<p>Intervallo. Tutti i VIP sciamano e io li seguo. Altra hall, con tavoli imbanditi d’ogni ben di dio, camerieri che versano Champagne e Barolo come fossero gazzosa. Un Vippone grande e grosso quasi quanto me, mi si avvicina e attacca discorso. Dietro di lui, a discreta ma attenta distanza, la guardia del corpo. Consulto l’orologio vergognandomi che non sia un Rolex d’oro e sperando che nessuno si accorga che è made in Porta Pila. Chiedo al Vippone se non sia il caso di avviarsi per il secondo tempo. “Ah! Ah! – fa lui – tant la partida la fan lustess”. Il suo Ah! Ah! Mi consente di ammirare quel quarto di maiale che gli ruota in bocca come la malta nella betoniera. E anche il rumore della masticazione è uguale. E scopro che le due SS finali non sono altro che le canne di una doppietta che, se pronunciate a bocca piena, diventano un’arma letale: ti spalmano sulla faccia briciole, carne semimasticata, residui della cena precedente, ingentiliti da un vago profumo di barolo.</p>
<p>Saluto il Vippone e mi avvio al mio palco. Ma, a causa dei troppi champagnini, mi scappa la pipì e quindi cerco un locale servizi (quello che a Mappano si chiama cesso). Invano. Alla fine chiedo lumi alla bonazza che va su e giù per il corridoio e lei me lo indica con sufficienza: sta proprio dietro di me!<br />
E come potevo immaginarlo! Già quando sei a un chilometro di distanza dai nostri sani, genuini cessi da operai ti pare di farti una pera di ammoniaca e lì, invece….Chanel n° 5. E poi non avete idea di come piscino i VIP: non come noi, che a cento metri dalla meta cominciamo le manovre di estrazione e poi, per altri cento metri a ritroso ci dedichiamo allo scrollamento e alla riposizione. No! Per i VIP è come entrare in un ufficio postale. Nessuno se ne accorge. Inoltre non ci sono gli orinatoi a muro e questa non l’ho capita. Sarà perché sono sconvenienti o perché i VIP tendono ad allungare il collo&#8230;si sa, il pisello del vicino è sempre più verde… Sia come sia, loro la fanno nei locali dove in genere noi ci chiudiamo per cose più impegnative. Invece loro lasciano la porta socchiusa. Non trovando orinatoi a muro e vedendo quella porta socchiusa, la apro con un calcio, ad estrazione già mezza avvenuta: dietro c’è il VIP che si prende una cartellata sulla schiena. Ma cosa pensate, che quello abbia reagito come un plebeo qualunque, tipo “ Guarda cosa at fase, brut pi..u!”. Nossignori. Sussurra  ”Ops” e basta.</p>
<p>E le Vipesse? Loro non sono come le nostre donne di Mappano e dintorni. Le Vipesse non pisciano. A cento metri dalla meta, anche loro estraggono, ma solo il rossetto, e lo esibiscono sculettando mentre si recano in loco e si guardano attorno come dire: “Pisciare io? Ma per chi mi avete preso!”</p>
<p>Esco dallo stadio, incontro un amico che non vedevo da anni e che sta uscendo dalla curva. Mi prende sottobraccio e mi dice “Ven, anduma a beive na volta” e mi sospinge in una piola dove ordina due “tubi” di bianco secco, di quello spillato da chissà dove, che non perde mai quella caratteristica punta d’aceto.<br />
Tutt’altra cosa, rispetto agli champagnini dei VIP.   Dentro stanno giocando a carte e c’è odore di fumo, di sudore, di vino e di… bestemmie. Mentre siamo entrambi appoggiati al bancone lo osservo esultante per la vittoria sua della squadra. Avrei voglia di abbracciarlo, mentre ironizza timidamente sul fatto che io mi sia messo tutto elegante…invece riesco soltanto a dirgli “Grazie, Sergio, ora sono di nuovo a casa,.”</p>
<p>Carlo Porta</p>
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